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L’orto di Sant’Ilario

Siamo finalmente riusciti a mettere in pratica un’idea che avevamo da molto tempo….realizzare il nostro orto.
L’idea di campagna è da sempre legata alla tranquillità, a spazi aperti e panorami da sogno. In questo, senza falsa modestia, ci siamo già cimentati. Ma c’è un altro lato della campagna che ci mancava di sperimentare: la genuinità e il sapore. Per realizzarlo abbiamo pensato di fare un orto con prodotti tipici della campagna toscana e da quest’anno abbiamo anche noi il nostro orto. I pomodori non potevano mancare e soprattutto i fiorentini che strusciati sul pane cotto a legna, un po’ di sale, un filo d’olio di quello buono, meglio se di quello nostro, e un ciuffetto di basilico sono musica per il palato. E poi i cetrioli, i fagiolini, i cipollotti e le cipolle rosse di Certaldo. I peperoni rossi, gialli e verdi per fare i sott’oli. Insomma di tutto un po’.
Chi cerca nella nostra bellissima Toscana non solo di appagare l’occhio ma anche il palato vogliamo regalare i veri sapori della terra; entrare nell’orto e cogliere con le proprie mani i pomodori ciliegini da mettere nell’insalata; saltare una fila e nella seconda cogliere i pomodori fiorentini dal colore rosso intenso per fare il pane “strusciato” e prima di uscire prendete un ciuffetto di basilico per insaporire il tutto. Per finire con gusto una merenda campagnola non può mancare il prosciutto con il melone appena staccato dalla pianta. Tutto rigorosamente innaffiato dal nostro olio anche quello spremuto con le olive delle piante dei nostri giardini.
Da Luglio fino a fine Ottobre, qui a Tenuta Sant’Ilario, passeremo le ore della merenda così, tra i sapori dell’orto, incuranti del trascorrere del tempo ma rapiti dalle sensazioni del palato.
Vi terremo aggiornati se strada facendo, prendendo passione nel lavoare la terra, aumenteremo le colture…già sentiamo il sapore dei baccelli con un buon pecorino toscano.

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Guelfi e Ghibellini

Sabato 21 maggio, a partire dalle ore 18.00 una particolare  manifestazione di sport, cultura e storia volta a celebrare il passato ed il presente della scherma pisana.

Esigenza e necessità nelle epoche passate, la scherma è, ai giorni nostri sport, cultura e rievocazione. L’utilizzo delle lame ha mutato nel tempo scopo e finalità, mantenendo però inalterato il primitivo fascino che tale disciplina evoca. Fin dalla Torre Guelfa della Cittadella, gli schermitori medievali, rinascimentali e moderni, sfileranno a Pisa lungo i lungarni fino a Piazza XX Settembre e daranno vita ad una serie di assalti, danze e investiture di cavalieri.

Guelfi e Ghibellini  rimandano alla mente  un passato glorioso della storia della nostra Regione, passato da riscoprire, valorizzare e utilizzare come valore aggiunto per le nuove generazioni che con onore e lealtà praticano questa nobile arte.

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Incanti & banchi – I cantastorie nelle vie storiche di Castelfiorentino

In/canti & Banchi è il festival che apre la stagione del teatro di strada in Italia e si svolgerà a Castelfiorentino dal 19 al 22 maggio 2011 con la sua XX edizione e un pieno di curiosità. Tra spettacoli (circa 40), un ampio e ricco mercato dell’antiquariato, del collezionismo e dell’artigianato ed eventi di enogastronomia con un occhio di riguardo alla trippa.
In/Canti & Banchi è una festa che nel corso degli anni ha saputo strutturarsi e distribuirsi negli spazi della città alla ricerca e per la valorizzazione della scenografia urbana, è una festa che ha saputo caratterizzarsi per i suoi contenuti spettacolari originali, partendo dal recupero/rilancio della figura del cantastorie, per allargare il proprio viaggio a tutte quelle esperienze che hanno la musica e il racconto come cifra stilistica preponderante, ‘cantastorie e dintorni’, appunto.
Arriva maggio e torna la voglia di fare festa nelle piazze, nelle strade e negli angoli più segreti del paese alle porte del Chianti dove il festival In/Canti e Banchi rinnova ogni anno la memoria antica delle feste propiziatorie dei raccolti e del cantar maggio, sull’aia a colpi di stornelli.
Tradizione antica, pagana e debitamente godereccia, che la rassegna castellana – dal 25 al 28 maggio – rinnova invitando le migliaia e migliaia di persone che da vent’anni visitano la rassegna a gustarsela con tutti e cinque i sensi. Dalla vista, al palato, all’udito e perfino al tatto; ce n’è per tutti i gusti quest’anno.

Con la riscoperta dei sapori caserecci, la sorpresa di decine e decine di azioni teatrali, concerti all’improvviso, sit com che hanno per tema l’amore e poi, per i ghiotti di occasioni uniche, con lo speciale mercatino di antiquariato e di artigianato d’arte, allestiti nel parte antica del borgo. Cuore centrale della rassegna, come sempre, i cantastorie: vecchi e nuovi.

Quelli che una volta andavano di mercato in mercato a raccontare storie di paesi lontani e fole. E quelli di oggi, raffinati chansonnier o rappers che sciorinano fiumi di agguerrita controinformazione a ritmo di rap. In quindici anni di vita, il festival ne ha incontrati e presentati parecchie decine e ha fatto divenire Castelfiorentino “La città dei cantastorie”.
Una struttura ormai consolidata vede la festa crescere giorno per giorno con l’aumentare del pubblico. Il giovedì e il venerdì dedicato completamente ai cantastorie, ai contastorie, agli affabulatori, il sabato con l’invasione di tutta la città con decine di microspettacoli sul tema dell’amore e della seduzione, quando si lascia lo spazio ai ‘banchi’ del mercato artigiano e antiquario con le band itineranti che fanno da irresistibile colonna sonora.
I battenti verranno dischiusi giovedì 19 maggio, giorno intitolato “E la festa comincia: il teatro della città. La giornata si apre con un unico e nuovo spettacolo del toscano Teatro Guascone, ovvero il comico teatrale-musicale “Balcamerikaos”. Seguirà il venerdì (La città dei cantastorie), dedicato ai nuovi, moderni e contemporanei cantastorie oltre che all’enogastronomia. Da non perdere la musica dei Carneigra e il “Canto dei barboni” del Teatro Schabernak. Sono in tre compreso il cane, sono barboni e sono anche un branco.
La domenica, dalla mattina, mercatini per tutti i gusti, senza dimenticare che ci saranno spazi per antichi mestieri, ovvero quando il lavoro diventa spettacolo. Una pagina a parte è riservata alla trippa, in questo caso da favola. Itineranti nel centro storico (ore 17,30) troveremo i Badabimbumband con “Wanna Gonna Show”. La prima band trasformista.
In tutto quattro giorni conditi da spettacoli che si accompagnano a eventi di enogastronomia e a un ricco mercato antiquario e dell’artigianato del collezionismo e del modernariato, che si apre il sabato sera per esplodere in tutto il centro della città la domenica.
Dalle 21,30 in poi (da giovedì a sabato). La domenica tutto il giorno. Ingresso libero.

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“Festa del grillo” è una manifestazione folkloristica Fiorentina

Festa del grillo” è una manifestazione folkloristica fiorentina che si tiene presso il Parco delle Cascine di Firenze in corrispondenza al giorno dell’Ascensione.

La festa deriva dalle antiche festività pagane che celebravano l’arrivo della primavera. In seguito la città festeggiava il mese di maggio con il “Calendimaggio”: i giovani ornavano di fiori le porte o le finestre delle loro fidanzate, e donavano loro un grillo in una piccola gabbia di fusti di saggina. Nella tradizione popolare, infatti, il grillo “canterino” era considerato un portafortuna e tutelatore del focolare domestico.

In passato la festa rappresentava un evento importante per i componenti della famiglia fiorentina. I preparativi iniziavano alcuni giorni prima e la mattina dell’Ascensione era tutto un via-vai di gente in cammino verso il grande parco sull’Arno. Dopo aver scelto il punto dove trascorrere la giornata, ognuno della famiglia si metteva all’opera e insieme davano inizio al vero scopo della giornata: dare la caccia e possibilmente catturare almeno un grillo.

Nel pomeriggio l’avvenimento più importante era il passaggio delle carrozze granducali e delle famiglie più in vista della città. A sera il mesto e stanco ritorno a casa.

La festa viene tuttora celebrata secondo la tradizione, anche se tanti piccoli cambiamenti hanno adulterato la sua genuinità: al pic-nic sul prato con cibi portati da casa si è sostituito il panino e la birra comprati in una delle innumerevoli bancarelle.

Fino al 1999 si potevano acquistare i grilli con la relativa gabbietta ma in seguito ad un regolamento sulla tutela degli animali ad oggi ne è vietata la vendita.

Dal 1999 nella gabbietta vengono quindi inserite riproduzioni dei grilli e la festa ha dunque quasi perso il proprio fascino diventando una giornata con bancarelle, ma soprattutto una giornata all’insegna dell’aria aperta per poter godere del meraviglioso giardino delle Cascine.

Questo magnifico Parco: Le Cascine nel cuore della città,  faceva parte delle proprietà, che Alessandro e Cosimo I dei Medici acquistarono per utilizzarle come bandita di caccia e per l’allevamento dei bovini. Nel 1786 Giuseppe Manetti iniziò i lavori di sistemazione delle Cascine per farne un grande parco pubblico arricchito da arredi e architetture.

Le Cascine si trovano sulla riva destra dell’Arno, la grande estensione territoriale le rende il parco pubblico più grande della città di Firenze. Le Cascine, rappresentavano una vasta tenuta agricola di proprietà di Alessandro e Cosimo I de’ Medici, erano così destinate a riserva di caccia e all’allevamento dei bovini. All’interno di questa riserva erano presenti particolari tipologie di colture e piantagioni, fra questi infatti comparivano rarissime specie di piante da frutto. Particolarmente interessanti per le ricerche della famiglia Medici.

Sotto il Granducato dei Lorena, la funzione del parco fu pian piano modificata, le Cascine, pur mantenendo ancora un aspetto rurale, assunsero sempre più una funzione di parco, aperto al pubblico in occasione di particolari ricorrenze.

Le principali modifiche furono apportate da G.Manetti alla fine del ’700. Lungo questo periodo furono dislocate una serie di arredi e architetture, tra cui spiccavano l’abbeveratorio del Quercione, detto Fontana delle boccacce,la Palazzina reale, la piramide con funzione di ghiacciaia e le due pavoniere, dette in origine fagianiere, a forma di tempietti neoclassici che costituivano due gabbie per uccelli. A Giuseppe Manetti fu affidato anche il compito di organizzare feste e ricevimenti.

Durante il periodo napoleonico, le Cascine diventarono un vero e proprio parco pubblico. Nel corso dell’Ottocento si susseguirono numerosi lavori di ampliamento e ristrutturazione . Il Parco delle Cascine fu acquisito dal comune di Firenze nel 1869.

Nel 19° secolo i giardini delle Cascine furono progettate in uno stile romantico e apparivano molto diverse da come sono oggi. Inoltre, nel corso del 19° secolo larghe aree del parco furono trasformate in aree sportive, a seguito dell’affermazione di molti sport, come il nuoto, il tiro al piattello, il tiro a segno.



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