“Festa del grillo” è una manifestazione folkloristica fiorentina che si tiene presso il Parco delle Cascine di Firenze in corrispondenza al giorno dell’Ascensione.
La festa deriva dalle antiche festività pagane che celebravano l’arrivo della primavera. In seguito la città festeggiava il mese di maggio con il “Calendimaggio”: i giovani ornavano di fiori le porte o le finestre delle loro fidanzate, e donavano loro un grillo in una piccola gabbia di fusti di saggina. Nella tradizione popolare, infatti, il grillo “canterino” era considerato un portafortuna e tutelatore del focolare domestico.
In passato la festa rappresentava un evento importante per i componenti della famiglia fiorentina. I preparativi iniziavano alcuni giorni prima e la mattina dell’Ascensione era tutto un via-vai di gente in cammino verso il grande parco sull’Arno. Dopo aver scelto il punto dove trascorrere la giornata, ognuno della famiglia si metteva all’opera e insieme davano inizio al vero scopo della giornata: dare la caccia e possibilmente catturare almeno un grillo.
Nel pomeriggio l’avvenimento più importante era il passaggio delle carrozze granducali e delle famiglie più in vista della città. A sera il mesto e stanco ritorno a casa.
La festa viene tuttora celebrata secondo la tradizione, anche se tanti piccoli cambiamenti hanno adulterato la sua genuinità: al pic-nic sul prato con cibi portati da casa si è sostituito il panino e la birra comprati in una delle innumerevoli bancarelle.
Fino al 1999 si potevano acquistare i grilli con la relativa gabbietta ma in seguito ad un regolamento sulla tutela degli animali ad oggi ne è vietata la vendita.
Dal 1999 nella gabbietta vengono quindi inserite riproduzioni dei grilli e la festa ha dunque quasi perso il proprio fascino diventando una giornata con bancarelle, ma soprattutto una giornata all’insegna dell’aria aperta per poter godere del meraviglioso giardino delle Cascine.
Questo magnifico Parco: Le Cascine nel cuore della città, faceva parte delle proprietà, che Alessandro e Cosimo I dei Medici acquistarono per utilizzarle come bandita di caccia e per l’allevamento dei bovini. Nel 1786 Giuseppe Manetti iniziò i lavori di sistemazione delle Cascine per farne un grande parco pubblico arricchito da arredi e architetture.
Le Cascine si trovano sulla riva destra dell’Arno, la grande estensione territoriale le rende il parco pubblico più grande della città di Firenze. Le Cascine, rappresentavano una vasta tenuta agricola di proprietà di Alessandro e Cosimo I de’ Medici, erano così destinate a riserva di caccia e all’allevamento dei bovini. All’interno di questa riserva erano presenti particolari tipologie di colture e piantagioni, fra questi infatti comparivano rarissime specie di piante da frutto. Particolarmente interessanti per le ricerche della famiglia Medici.
Sotto il Granducato dei Lorena, la funzione del parco fu pian piano modificata, le Cascine, pur mantenendo ancora un aspetto rurale, assunsero sempre più una funzione di parco, aperto al pubblico in occasione di particolari ricorrenze.
Le principali modifiche furono apportate da G.Manetti alla fine del ’700. Lungo questo periodo furono dislocate una serie di arredi e architetture, tra cui spiccavano l’abbeveratorio del Quercione, detto Fontana delle boccacce,la Palazzina reale, la piramide con funzione di ghiacciaia e le due pavoniere, dette in origine fagianiere, a forma di tempietti neoclassici che costituivano due gabbie per uccelli. A Giuseppe Manetti fu affidato anche il compito di organizzare feste e ricevimenti.
Durante il periodo napoleonico, le Cascine diventarono un vero e proprio parco pubblico. Nel corso dell’Ottocento si susseguirono numerosi lavori di ampliamento e ristrutturazione . Il Parco delle Cascine fu acquisito dal comune di Firenze nel 1869.
Nel 19° secolo i giardini delle Cascine furono progettate in uno stile romantico e apparivano molto diverse da come sono oggi. Inoltre, nel corso del 19° secolo larghe aree del parco furono trasformate in aree sportive, a seguito dell’affermazione di molti sport, come il nuoto, il tiro al piattello, il tiro a segno.
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